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lunedì 26 aprile 2010

Prima di tutto...una lettera...

Questa è una lettera che ha ricevuto il mio professore di tesi, Prof. Antonino Saggio (con il quale tutt'ora collaboro) da parte di una sua studentessa emigrata in Francia. Credo sia molto significativa e l'ho scelta come post di apertura di BugBlog. So che non riguarda strettamente le tematiche relative alla mia attività di consigliere di minoranza ma ho fatto un'esperienza di un'anno a Parigi, e trovo giuste le affermazioni di Giulietta. Inoltre penso che l'esperienza di un'italiana che vive all'estero possa essere utile a farci fare un'idea di come siamo dall'esterno. Un pò come guardarsi allo specchio. Credo che una società abituata a pensare, nel rispetto delle regole, sia una società più forte e più giusta.

Salve Professore!
Ci immagina bene, felicemente a Parigi.
Solo che ora Valeria ed io non viviamo più insieme, ma ciascuna con il suo ragazzo..
Io ho finito da un mese un' esperienza lavorativa pessima, in un posto in cui non mi piaceva quello che facevo, quelli per cui lavoravo e stavo perdendo stima in me stessa. Solo che avevo un contratto da cui non è stato facile sganciarsi e sono rimasta incastrata molto tempo.
Ora mi sento molto bene e , soprattutto, libera e non ho intenzione di cercare subito in uno studio. Ho bisogno di fare quello che piace a me e come dico io, approfittando delle tasse di disoccupazione che ho versato qui in Francia in questi 3 anni e che ora mi danno diritto a un sussidio che vale uno stipendio italiano.

Mi dedico a un lavoro in professione liberale (faccio un progetto per interni su 3 piani e seguo il cantiere) e ho messo su un' equipe per partecipare a un concorso. Abbiamo cominciato ieri. Quando avrò fatto il pieno di concorsi, mostre, letture e un po' di sano ozio, ricomincerò la ricerca di un lavoro in studio, quando avrò un'idea più chiara di chi sono professionalmente: ho preventivato 6 mesi di ricerca su me stessa.

All'Italia penso sempre, con nostalgia e amarezza. Purtroppo le piaghe dell'indifferenza, dell'ignoranza, della diseducazione al diverso e del qualunquismo, ammesso che cominciassimo a fare qualcosa per guarirle oggi, potremmo sperare di vedere i frutti tra 20 anni...almeno una generazione.
Oggi a colazione sognavo che sarebbe bello avere un dittatore buono (tanto a noi ci piace lasciare tutto nelle mani di uno), uno che facesse un colpo di stato e abolisse la tv zozzona, facesse fuori il 98% della classe politica attuale, rifacesse la scuola pubblica come si deve, prendesse professori in gamba, appassionati e giovani e spendesse i soldi destinati alla mafia in cultura, musica e cinema. Uno che sapesse prendere le decisioni giuste per formare un popolo con senso critico e voglia di capire, voglia di sapere e spirito di iniziativa. Un popolo che non comincia ad essere disilluso a 16 anni.
Uno che avesse come obiettivo di cambiare la nostra mentalità piccola piccola, attaccata ai particolarismi, che non vede lontano, e che è incapace di sentire il bene comune, incapace di capire che quello che è di tutti è anche di se stessi e non di nessuno.
Come quando gli antichi romani facevano l' imperatore d' urgenza, in caso di guerra, quando non c' era tempo per concertare le decisioni e bisognava essere operativi immediatamente. Il fatto è che in Italia prendono solo decisioni per il peggio (come diceva lei in quel video in cui diceva che da noi anche le iniziative giuste degerano nel loro risvolto più negativo).
Purtroppo mi sembra che in questo momento non siamo in grado di vivere in democrazia, e non ci viviamo in effetti.

Quanto sono disperata per sperare in un dittatore buono? Invece che in uno stato democratico intelligente?
Io che ho sempre avuto, fin da piccina, un' enorme difficoltà a lasciarmi andare alla religione, a riuscire a credere in qualcosa che non capisco, a cedere e affidarmi a qualcosa più grande solo per fede, io che sono cosi' per natura, mi ritrovo a 30 anni a sperare che il mio paese sia salvato da un avvenimento provvidenzale, un miracolo, un cambiamento improvviso e positivo senza nessuna realistica ragione d' essere. E' grave, dottore? ops... professore?

Non è che qui in Francia tutto sia semplice e perfetto, ma i francesi sono educati a pensare e a farsi la loro opinione edahanno gli strumenti per farlo. La società si regge su regole che tutelano il cittadino e che tutti rispettano. Linguisticamente (questo mi fa sempre riflettere) invece di dire "posso" dicono "j'ai le droit de". Per esempio un bambino che sputa per terra viene rimproverato con "tu n'as pas le droit de faire ça". Non la dice lunga?

Allora a presto!

Giulietta

2 commenti:

  1. Quello che ci ha segnato definitivamente e' l'atterrimento culturale degli ultimi quindici anni di governo dello psiconano. La dittatura silenziosa, il controllo delle menti attraverso il controllo dei media.
    Dopotutto la comunicazione televisiva utilizza il linguaggio piu' accessibile per il comune volgo (aime' non tutti possiedono le capacita' intellettuali e critiche per osservare alcuni fenomeni e di conseguenza sono dei veri e propri bersagli), e' un mezzo facile, diretto di bassissimo livello culturale, direi che stimola l'annichilimento.
    A queste considerazioni aggiungerei il fatto che a differenza dei francesi per esempio, noi siamo un popolo privo di vena reazionaria, direi piuttosto che siamo agli antipodi. I francesi sono per la cultura civica e per la difesa a denti stretti dei propri diritti, noi siamo per l'orticello sotto casa e per il servilismo nei confronti dei potenti. Ma dove vogliamo andare!?
    Secondo me stiamo perdendo la liberta' delle scelte, il libero arbitrio.
    Non c'e' verso di canzone piu' vero e sacrosanto di "la liberta' non e' uno spazio libero, la liberta' e' partecipazione'".
    Se ci riflettiamo bene ce l'hanno tolta la liberta' di partecipare a qualsiasi cosa perche' tanto alla fine gli attori in gioco sono sempre gli stessi e partecipano sempre loro.
    Paese delle caste e dei favori vorrei tanto dire che ti odio ma alla fine non ci riesco, perche' come espresso dalle parole di Giulietta anche io spero in un sano dittatore che faccia piazza pulita.
    Forse dovremmo essere noi giovani, ma facciamo in fretta altrimenti rischiamo di essere contagiati dal virus.....

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  2. Grazie per il commento Fa, il suo valore va oltre le verità che hai scritto perchè anche tu come Giulietta stai facendo un'esperienza lavorativa importante all'estero. Io credo che un passaggio importante della lettera riguardi la "disillusione a 16 anni". E' luogo comune credere che sia meglio per un ragazzo lasciar perdere sogni e ambizioni "pretenziose" a favore di un "sano" realismo disilluso. Il risultato è il vuoto culturale e sociale in cui versiamo come Nazione. Ma so anche che sono tante le intelligenze in fermento. Bisogna trovare la forza e la volontà di incontrarsi perchè molto può essere fatto!

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